07 dicembre 2020


Non mi passa, non mi passa, non mi passa, non mi passa.
Più ripenso alla partita di ieri e più sale la rabbia per una delle prestazioni più scialbe che ricordi.
Avremmo potuto giocare un’altra settimana intera e non avremmo mai fatto gol, attaccarsi alle statistiche non fa altro che aggiungere frustrazione alla rabbia.

Ci sono tante, troppe cose che m’impediscono di fare pace con questo risultato e passare oltre - in primis l’attitudine di alcuni giocatori: il primo pensiero va ovviamente a Pierre-Emerick Aubameyang, un capitano incapace di ispirare le proprie truppe, ma nel calderone finiscono anche Granit Xhaka, Héctor Bellerín, Willian e Rob Holding.

A fare ancora più rabbia è il fatto che questi stessi giocatori sono stati protagonisti di una contro-prestazione quasi identica in occasione della sconfitta interna contro i Wolves, il weekend scorso, eppure eccoli ancora lì nell’undici di partenza,a ripetere gli stessi errori e manifestare i soliti limiti.

Quanto ancora deve durare? Cosa deve succedere perché paghino con un po’ di sana panchina?

Perché Maitland-Niles continua a marcire in panchina e Héctor Bellerín, un professionista che non sa nemmeno come effettuare una rimessa laterale, è sempre lì? Perché Granit Xhaka continua a passeggiare per il campo e spedire sistematicamente il pallone dieci metri all’indietro? Perché Willian trova sempre un posto in squadra e Reiss Nelson non è nemmeno in panchina?

Premiare prestazioni deludenti anziché punirle è il modo più rapido per perdere credibilità e Mikel Arteta sta rischiando di riuscirci molto in fretta; a meno che non sia un messaggio inviato alla dirigenza, come a dire “vi rendete conto di che razza di giocatori mi avete messo a disposizione?”, è un comportamento molto rischioso, che potrebbe costargli la panchina - sul lungo termine.

L’atteggiamento della squadra nel secondo tempo, più vogliosa, più dinamica, mi fa credere che lo spogliatoio sia ancora dalla parte dello spagnolo ma le pressioni esterne potrebbero diventare insopportabili, se continueremo a vedere sempre le stesse facce, e la mancanza di risultati farà il resto, tra le mura di London Colney.

Siamo fermi a cinque sconfitte, un pareggio ed una sola vittoria nelle ultime sette partite di campionato, due gol segnati e nove subiti e un quindicesimo posto in classifica che potrebbe addirittura trasformarsi in sedicesimo - nel caso il Brighton dovesse battere il Southampton stasera.

Il sedicesimo posto significa essere a due misere posizioni dalla zona retrocessione (!) e ritrovarsi a due ulteriori risultati negativi da un incubo vero, quello di venire risucchiati nelle sabbie mobili: uscirne, quando entri nel panico, è impossibile per chi non è abituato a ritrovarsi in situazioni del genere.

Quando, come già successo contro il Wolverhampton ancor prima che nel North London Derby, i giocatori non lottano gli uni per gli altri e rimangono passivi a subire gli avvenimenti, è difficile trovare spunti positivi.

Ciò che mi resta in mente dopo la partita di ieri è il vuoto assoluto tra la difesa e l’attacco; i cinque giocatori offensivi fermi sulle loro posizioni ad aspettare il pallone e i difensori che avanzano, cercando disperatamente un suggerimento che non arriva.

È un fermo immagine terribile che non riesco a levarmi dalla testa, un’immagine che riassume tutto il malessere che pervade questa squadra e il loro allenatore.

Due tronconi di quella che un tempo era una squadra, spaccati e distanti, incapaci di comunicare e di riavvicinarsi.

@ClockEndItalia

2 commenti:

  1. Vorrei chiedervi un cosa, in virtù del fatto che voi avete sottomano molte statistiche, e cioè: mi sapete dire quanti risultati utili (anche gol fatti e subiti) abbiamo portato a casa (non giocando un calcio brillante - ma ad esempio Mourinho è primo in classifica!!) con il 3-4-3 e quanti cambiando quel sistema di gioco?

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  2. Dando un'occhiata ai risultati da quando Mikel Arteta ha preso le redini, ci ritroviamo con una percentuale di vittorie del 40% con la difesa a 4 e 59% con la difesa a 3...una bella differenza!

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