17 dicembre 2020


Da una parte un pareggio, ottenuto in dieci contro undici, che ha fermato l’emorragia.
Dall’altra, un pareggio interno che allunga la striscia senza vittorie a sei partite.

Come devo prendere il risultato e la prestazione di ieri sera?

Quando Pierre-Emerick Aubameyang ha accarezzato il pallone per mandarlo ad insaccarsi accanto al palo lontano, ci ho creduto: ho creduto che finalmente il momento fosse arrivato, che le nostre fortune si sarebbero ribaltate e che tutta la squadra sarebbe uscita da questo periodo nero.

Dieci minuti dopo, eravamo di nuovo nel baratro.

Il secondo cartellino giallo rimediato da Gabriel e la conseguente espulsione ci hanno riportati di forza alla realtà, che è sempre più terrificante: siamo un fascio di nervi, un gruppo terrorizzato dall’idea di non saper più giocare e non saper più vincere, dopo aver espugnato Old Trafford.

Quello che mi mette più tristezza è che, ancora una volta, sembravamo sul punto di toglierci questo enorme peso dalle spalle e ritrovare sensazioni positive, dopo tanto tempo, ed invece ci siamo dati l’ennesima martellata sui piedi.

Ogni volta che ci siamo trovati ad un crocevia, la partita ha preso la direzione sbagliata: contro il Burnley sembravamo sul punto di sbloccare la partita e ci siamo ritrovati in dieci, finendo col perderla; ieri, contro il Southampton, ci siamo finalmente sbloccati ma, invece di continuare sullo slancio positivo, ci siamo ritrovati di nuovo in dieci contro undici - per non parlare di quel colpo di testa di Rob Holding, spentosi sull’incrocio dei pali in una lenta agonia.

Difficile appellarsi agli episodi sfortunati quando non si vince da così tanto tempo, però è innegabile che siamo entrati in una spirale infernale nella quale veniamo punti ben oltre i nostri demeriti e, ancor più grave, non veniamo mai premiati.

Oltre alla necessità di smettere subito qualsiasi atto masochistico, abbiamo un disperato bisogno di un colpo di fortuna che non arriva.
È chiaro che la fortuna non piove dal cielo, va cercata con insistenza, e il nostro gioco non ci permette di recriminare più di tanto, tuttavia ammetto di provare una sensazione di frustrazione, più che rabbia.

Il modo in cui abbiamo perso contro il Leicester, contro il Tottenham, contro il Burnley e ieri sera mi lascia tanta delusione perché abbiamo regalato troppo, siamo stati troppo ingenui o troppo precipitosi.

Più ci penso e più mi convinco che l’unica prestazione davvero non all’altezza sia stata quella contro l’Aston Villa, che ci ha semplicemente dominati: contro le altre, pur non brillando (anzi…) siamo stati puniti in maniera spietata.

Quel pallone di Rob Holding sarebbe potuto finire in fondo al sacco ma, allo stesso tempo, avremmo  potuto subire l’ennesima beffa ed invece ci siamo compattati, abbiamo lavorato per proteggere quel punticino e siamo riusciti ad interrompere la striscia di sconfitte.

Mi piace illudermi che questo pareggio sia il primo, piccolissimo passo verso la guarigione.

@ClockEndItalia

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