21 dicembre 2020


Hai provato a riavviarlo?
Purtroppo Goodison Park non è stato il teatro della svolta, piuttosto quello di tante conferme di cui francamente non sentivo il bisogno.

Abbiamo perso, non abbiamo mostrato grossi miglioramenti nel gioco e mastichiamo di nuovo per alcuni epispdi sfortunati e qualche regalo di troppo agli avversari.

Same old, same old insomma.

Quando ho iniziato a scrivere questo pezzo ero propenso a lasciare che Mikel Arteta fosse l’uomo incaricato di premere sul grosso bottone rosso con scritto restart e quindi di ricostruire da zero, poi però ho seguito la conferenza stampa di questa mattina e mi si è insinuato il dubbio: è davvero saggio affidargli un onere tanto pesante?

Non è stata solo la supercazzola sulle percentuali e le partite perse a mettermi la pulce nell’orecchio ma anche l’insistenza dello spagnolo nel dire che le nostre sfortune derivano dalla scarsa vena realizzativa dei giocatori:

“L’anno scorso abbiamo vinto la partita contro l’Everton con una percentuale di probabilità di vittoria del 25%, vincendo 3 a 2. Lo scorso weekend, avevamo il 67% di probabilità di vincere (!), la più alta nella storia della Premier League (!!), e solo il 9% di probabilità di perdere (!!!) e abbiamo perso. 3% contro il Burnley e abbiamo perso, 7% contro gli Spurs e abbiamo perso.”

Un grande omaggio a Ugo Tognazzi e del suo conte Mascetti.

Come detto, però, a preoccuparmi maggiormente e quanto dichiarato da Mikel Arteta poco più tardi:

“La nostra percentuale realizzativa e la qualità delle nostre conclusioni a rete ci stanno costando caro, perché sommata a tutto il resto dovrebbe farci vincere tante, tante partite. In passato ha funzionato, i nostri numeri in fase realizzativa erano eccezionali e vincevamo queste partite”

Probabilmente sono io a non capire il calcio moderno, perché in fin dei conti io sono seduto sul divano e lui sulla panchina dell’Arsenal, ma quel che vedono i miei occhi è ben diverso da quel che racconta Mikel Arteta.

Io vedo una squadra che fatica enormemente ad arrivare in zona gol, che deve lavorare moltissimo per mettere un giocatore nella condizione di concludere a rete in maniera decente e i cui attaccanti si ritrovano ad avere una, massimo due palle gol a partita - non è realistico chiedere loro di non sbagliare mai.

I numeri sembrano corroborare i miei occhi impuri, con l’Arsenal fermo al 14° posto per xG (Expected Goals) e NPxG (Non-Penalty Expected Goals), così come gli indicatori individuali: Pierre-Emerick Aubameyang ha segnato 3 gol in campionato con un xG di 2.64, Alexandre Lacazette altrettanti con un xG di 3.40 e così via, con la sola eccezione di Bukayo Saka, in rete una sola volta nonostante un indice xG di 2.79.

Ci sono squadre che potrebbero davvero lamentarsi della scarsa vena realizzativa dei propri giocatori come Manchester City, Brighton, Fulham o Sheffield United, a cui mancano tanti gol rispetto al modello statistico - noi però non possiamo permetterci questo lusso: per lamentarci delle occasioni mancate, dovremmo innanzitutto crearle, quelle occasioni.

Insomma, tutto ciò mi lascia più perplesso riguardo a Mikel Arteta di quanto non lo fossi stamattina.

Il fatto importante è che quel famoso bottone rosso di restart verrà schiacciato, indipendentemente da chi ci sarà al timone, perché abbiamo undici giocatori della prima squadra che vanno a scadenza tra il 2021 e il 2022, quindi sarà comunque rivoluzione.

C’è una cosa che mi trattiene dal gettare la spugna riguardo a Mikel Arteta ed è quel che ha detto oggi in conferenza stampa, tra una supercazzola e l’altra:

“[da giocatore, quando le cose non andavano per il verso giusto] mi piaceva guardarmi attorno e osservare lo staff, i miei compagni, l’allenatore e vedere chi erano i combattenti. Quando le cose non girano, hai due tipi di persone: combattenti e vittime. Abbiamo bisogno di molti combattenti e di nessuna vittima. Le vittime portano scuse, negatività e si lamentano per quel che sta succedendo loro o che non va come previsto. C’è bisogno di combattenti, gente che contribuisce e che è pronta a dare tutto per il Club, in questo momento”

Questo Mikel Arteta mi piace, questo Mikel Arteta mi ricorda quello che all’inizio parlava di non-negotiables e non esitava a far rispettare le regole, a qualsiasi costo.

Questo Mikel Arteta ha messo il Club davanti all’ego di tanti bambini viziati, che evidentemente hanno preso troppe cattive abitudini in passato e non sembrano pronti a remare dalla parte giusta.

Di questo Mikel Arteta mi fido, a questo Mikel Arteta voglio credere ed affidare la ricostruzione di una rosa che, non dimentichiamolo, non funzionava né con Arsène Wenger, né con Unai Emery.

Qualcosa vorrà pur dire.

@ClockEndItalia

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