09 febbraio 2021

Dodici partite, sette vittorie, quaranta gol fatti, undici subiti. Ottimi numeri - o no?
Il quarto posto in classifica, a meno 9 dalla coppia di capolista formata da Chelsea e Manchester United, sembra suggerire di no.

Certo, abbiamo una partita in meno rispetto a Chelsea e Manchester City e due partite in meno rispetto al Manchester United, tuttavia la classifica non sembra raccontare tutta la verità: qualcosa non funziona più come dovrebbe - anzi diverse cose non funzionano più come dovrebbero.

Le sfide al vertice

Il ruolino di marcia contro le prime della classe è semplicemente disastroso: l’ultima vittoria contro una delle grandi risale a più di un anno fa, esattamente il 29 gennaio 2020, quando abbiamo sconfitto il Manchester City.

Da allora, solo delusioni.

Prendendo in conto le ultime tre stagioni, compresa quella in corso, abbiamo giocato 10 volte contro il Manchester City, perdendo 5 volte e vincendo solo in 2 occasioni; contro il Chelsea abbiamo fatto addirittura peggio, perdendo 7 delle ultime 9 sfide e vincendo una sola volta, il 14 ottobre 2018 (!)

Va leggermente meglio negli scontri con il Manchester United, squadra che però non è mai stata troppo competitiva fino a quest’anno: 3 partite, 2 vittorie e 1 sconfitta.

In totale, quindi, abbiamo affrontato una diretta concorrente in 22 occasioni e abbiamo perso 13 volte, pareggiando 2 volte e vincendo solo 6 volte - di cui due contro un Manchester United nemmeno lontano parente di quello attuale.

Con la sconfitta di due giorni fa per mano del Manchester City, la nostra striscia senza vittorie contro una grande è arrivata a otto partite - un’enormità.

C’è un enorme elefante nella stanza che sembriamo voler ignorare...

Gli infortuni

A poche ore dal calcio d’inizio della sfida contro il Manchester City, il sito ufficiale dell’Arsenal ha comunicato che Jordan Nobbs, Kim Little e Jen Beattie avrebbero saltato la partita a causa di problemi muscolari. Sai che novità…

Solo durante la prima parte di questa stagione, infatti, abbiamo già dovuto rinunciare a Jordan Nobbs, Steph Catley, Kim Little, Jen Beattie, Jill Roord e Daniëlle van de Donk per fastidi muscolari più o meno seri, il che denota un problema strutturale.

Intervistato in merito da Tim Stillman, Joe Montemurro ha dichiarato che il Club ha condotto un’indagine interna per capire quale sia l’origine di così tanti problemi muscolari e che i primi risultati indicano due fattori determinanti: l’irregolarità degli impegni, con la squadra che non può lavorare sul classico programma settimanale, e il monitoraggio effettuato sulla condizione fisica delle ragazze - non abbastanza meticoloso secondo il tecnico italo-australiano.

Difficile uscire da un circolo vizioso del genere, se per ovviare alle assenze di alcune giocatrici si è costretti a spremere le restanti - il che mi porta al punto successivo: il turnover.

Il turnover

Ci sono cambi tattici, in funzione dell’avversario e delle situazioni di gioco; ci sono i cambi obbligati da squalifiche e infortuni e ci sono i cambi dettati dalla necessità di far rifiatare questa o quella titolare, in modo da non chiedere troppo al gruppo.

Joe Montemurro sembra conoscere perfettamente il primo scenario, dato che spesso alterna addirittura Manuela Zinsberger e Lydia Williams tra i pali, conosce fin troppo bene il secondo scenario, suo malgrado, ma sembra conoscere meno bene il terzo, quello che potrebbe permettergli di non essere sempre costretto a far buon viso ai tanti infortuni.

Ovviamente giocatrici di livello superiore come Leah Williamson, Lia Wälti e Vivianne Miedema sono sempre nella formazione titolare, com’è giusto che sia, ma è vitale gestire alla perfezione il resto delle truppe è vitale.

Numericamente, la squadra costruita dall’Arsenal (22 giocatrici) è simile a quella di Manchester City (23) e Chelsea (22) ma la differenza sta nel modo in cui le squadre sono state assemblate: nella nostra rosa, infatti, abbiamo una lunga lista di giocatrici che ricoprono più ruoli e che hanno quindi meno possibilità di rifiatare.

Prendiamo ad esempio Lisa Evans e Katie McCabe: entrambe attaccanti, hanno finito col giocare sia in difesa e che a centrocampo, che fosse per scelta tattica o per tappare qualche buco. In questo modo, è difficile fare in modo che il serbatoio finisca pericolosamente in riserva e che i muscoli cedano.

In una rosa di 22/23 giocatrici, naturalmente il tecnico dovrebbe avere due alternative per ogni ruolo e poter cambiare a seconda delle circostanze, mentre all’Arsenal va diversamente: oltre alle due già citate, ci sono una manciata di giocatrici che letteralmente coprono ogni ruolo, qualora ci sia una falla da qualche parte.

Se la poliedricità è un gran vantaggio perché consente maggiore flessibilità al tecnico, è difficile forgiare intesa tra i reparti se le interpreti cambiano sempre ed è difficile per le giocatrici stesse imparare uno spartito, se devono continuamente cambiare strumento.

La sensazione, dall’esterno, è che l’Arsenal si sia fatto trovare impreparato di fronte all’improvvisa crescita di un campionato che sta diventando esponenzialmente più competitivo. Ad inizio stagione mi dicevo che un posto fra le prime tre fosse garantito e che la squadra avrebbe continuato a fare benissimo contro le medio-piccole, come da copione. Mi dicevo che vincendole tutte contro le restanti nove squadre in lizza nella Super League, avremmo avuto ottime possibilità di restare in corsa per il titolo, sperando che Manchester City e Chelsea si facessero qualche sgambetto a vicenda. Dopotutto, è esattamente quanto abbiamo fatto la stagione passata - prima del Covid-19 - quando abbiamo vinto tutte e 11 le partite contro squadre che non fossero Chelsea o Manchester City.

Purtroppo non basta più e le “altre” sono molto più battagliere rispetto al passato: il Manchester United lotta per i primi posti, il Brighton ha bloccato sia noi che il Chelsea e il Reading ha sconfitto proprio le Red Devils.

Tutto è molto meno scontato e più difficile.

Il futuro è adesso ma Joe Montemurro è il Club non sembrano ancora aver capito l’antifona, fermi ad un modello che ora è a rischio d’estinzione. Non è una coincidenza che le trattative per il rinnovo di Vivianne Miedema e Leah Williamson siano in fase di stallo, forse l’Arsenal non è più vista come una squadra di primissimo livello.

Domani, contro il Chelsea, abbiamo l’occasione perfetta per mandare un segnale inequivocabile a tutti - dentro e fuori dal Club: l’Arsenal c’è, l’Arsenal è ancora lì a lottare per il titolo e per partecipare alla Champions League e l’Arsenal non ha paura di giocarsela contro le migliori squadre d’Inghilterra e d’Europa.

Domani, a Kingsmeadow Park, l’Arsenal si gioca il presente e il futuro.

@ClockEndItalia

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