20 febbraio 2021

Il parallelo è azzardato, ovviamente si tratta di una provocazione.
La scelta che siamo sul punto di dover compiere non è dello stesso livello etico del dilemma proposto da Philippa Ruth Foot, filosofa inglese, ma sarà comunque molto tosta.

La Premier League, per quanto si voglia essere ottimisti, è una causa persa: il quarto posto, ultimo valido per arrivare alla Champions League, dista nove punti e ci sono ben sei squadre a separarci dal Sacro Graal, alcune delle quali hanno una o addirittura due partite da recuperare.

Ovviamente, da inguaribili ottimisti, vogliamo credere che West Ham, Everton e Aston Villa crolleranno e che il nostro Arsenal non ha nulla da invidiare al Tottenham, al Chelsea o al Liverpool ma la matematica non sente ragioni: anche prendendo in considerazione la media punti dalla vittoria contro il Chelsea ad oggi (2), possiamo sperare di chiudere il campionato con 62 punti, troppo pochi per sognare una qualificazione ai preliminari di Champions League.

L’altra strada che porta alla coppa dalle grandi orecchie passa per la vittoria dell’Europa League, competizione certamente più abbordabile della Premier League ma comunque piena di rischi: oltre all’incognita dell’eliminazione diretta, infatti, restano in lizza avversario di altissimo rango come Tottenham, Manchester United, Milan, Leicester, Roma, Napoli e Ajax.

Ecco quindi che arriva il dilemma etico: dobbiamo mollare completamente la Premier League e concentrarci unicamente sulla vittoria in Europa League?

Squadre come Manchester United, Milan e Ajax lotteranno fino all’ultimo per vincere i rispettivi campionati, mentre altre come Roma, Napoli e Leicester daranno la priorità al campionato per consolidare le proprie posizioni e agguantare la qualificazione attraverso il piazzamento in classifica.

La primavera, quindi, potrebbe scremare sensibilmente la concorrenza europea e lasciarci tra le favorite per la vittoria dell’Europa League - come successo nelle passate due edizioni.
Un Arsenal in grado di schierare la propria formazione migliore, liberata dal “fardello” del campionato, sarebbe ultra-competitiva e perfettamente capace di portare a casa il trofeo, dopo due assalti falliti nei pressi del traguardo.

Una scelta rischiosa, perché mancano 14 turni alla fine del campionato e ci sono 42 punti in palio, un’enormità nel contesto attuale della Premier League, e perché - ad essere pignoli e pessimisti - ci mancano una decina di punti alla salvezza matematica.

Il calendario, da qui alla fine, è un’insida continua: dalla partita col City di domani alla trasferta di Stamford Bridge della terz’ultima giornata di Premier League, dobbiamo passare per il North London Derby e il Liverpool in casa, il West Ham in trasferta, il Leicester in trasferta la settimana prossima e qualche altra buccia di banana “minore”.

È anche vero che, giocando un buon numero di scontri diretti, avremmo una grossa fetta del nostro destino tra le mani…

Ecco perché la scelta non è così ovvia e che il nostro trolley problem non è tanto semplice da risolvere.

Voi che fareste?

@ClockEndItalia

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